lunedì 16 giugno 2014

Apartment 1303, ovvero come NON fare un film

Io non me ne capacito, dico davvero. Non riesco a capire come sia possibile che dietro a film di questo calibro ci possa essere una produzione, ci possa essere qualcuno che l'ha pensato, che ha potuto credere che fosse una buona idea.
Questo film è così sbagliato, ci sono così tanti errori che non so nemmeno da dove cominciare. E dire che sono andata al cinema già consapevole di vedere qualcosa di brutto, ma 1303 è riuscito a stupirmi.
Partiamo con i dati tecnici e con le informazioni primarie, “Apartament 1303” è un film di Michele Taverna, regista e sceneggiatore, remake di un non famoso omonimo film giapponese che già non aveva riscosso molto successo. Sono una nemica giurata dei remake personalmente, ma perlomeno capisco farne uno fatto bene per attirare il pubblico ma questo è il nulla, completamente privo di senso. La trama è quantomai semplice : Janet lascia la casa materna per andare a vivere da sola ma l'appartamento da lei scelto è popolato da fantasmi.
Non venitemi a dire che è questione di Low Budget perchè sappiamo bene che da film ( molto spesso horror, appunto ) con budget bassismi sono nati se non dei veri e propri capolavori, almeno film decenti o saghe di grande successo come per esempio quella di Saw.
No qui il problema è nell'incapacità che regna sovrana in ogni membro del cast. Mentre vedevo il film mi auguravo che il regista e lo sceneggiatore fossero due persone diverse, per dividere almeno in due cotanta incapacità ma invece, mi duole dirlo signor Taverna, è tutta farina del suo sacco!
Cercando informazioni ho potuto constatare che questo è il suo primo ( e spero ultimo ) film. Io posso comprendere che agli esordi si possano fare degli errori, che la regia non sia particolare e molto statica ma in questo film la regia è assente, ci sono errori sulle cose più basilari. Unica lancia che spezzo in favore di questo argomento è che la maggior parte delle inquadrature sono fatte decentemente ma per il resto non c'è nulla da salvare.
Quando qualcuno studia cinema o perlomeno si documenta sulla regia ci sono alcune nozioni basilari che ti vengono insegnate : la luce come elemento fondamentale della ripresa e il non girare scene che non hanno uno scopo all'interno della trama del film. Qui sono state completamente ignorate.
Ci sono molte scene ( praticamente tutte quelle in cui le protagoniste sono a letto) in cui dovrebbe teoricamente essere notte eppure si vede chiaramente la luce naturale del sole che entra dalla finestra, e se non è quella del sole è comunque una luce laterale del tutto immotivata e ben visibile.
All'inizio del film va via la luce dal palazzo e Janet si fa luce con il cellulare per arrivare al quadro elettrico per riattivare la corrente, tutto naturale in un horror direte voi...e invece no, per il semplice fatto che la scena è girata in piena luce, vanificando cosi il tentavo di creare orrore, nonché il senso stesso della scena. Ci sono orrende e poco probabili inquadrature del palazzo, per non parlare di una delle imbarazzanti scene finali in cui la telecamera scatta improvvisamente verso il basso per poi essere frettolosamente rimessa a posto. Ci sono evidenti differenze di cambio di qualità della pellicola da scena a scena, in molti punti questa risulta essere fastidiosamente granulosa, da filmino di famiglia proprio.
 Molti gli errori di continuità, il più evidente tra tutti nella scena in cui Janet sta dormendo con il proprio ragazzo, prima è appoggiata al suo petto e nel cambio immediatamente successivo sta dormendo dal lato opposto.

I dialoghi della sceneggiatura sono completamente vuoti, privi di qualsiasi contenuto e spesso di coerenza. Lo stesso vale per ogni personaggio del film, non c'è caratterizzazione, è impossibile immedesimarsi in loro e questo già è grave per un horror, aggiungiamoci i fantasmi che alla fine non sono nemmeno truccati e il film fallisce proprio nel suo obiettivo principale : far paura.

Un ultima chicca : il ridicolo. In questo film sono presenti delle chicche che mi hanno veramente fatto scoppiare a ridere di gusto. Io vorrei sapere chi ha salvato il numero dell' ex moglie sul cellulare come “Ex” no, davvero, trovatemelo sono curiosa.




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