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domenica 19 gennaio 2014

The Crooked Man

 The Crooked Man














There was a crooked man and he walked a crooked mile,
He found a crooked sixpence upon a crooked stile.
He bought a crooked cat, which caught a crooked mouse.
And they all lived together in a little crooked house






“The Crooked Man” è un indie Horror creato con Wolf RPG Editor. Il creatore, Uri, non è alla prime armi e si vede. Di Uri conoscevo e avevo già giocato il suo precedente titolo ,“Paranoiac” ed è proprio da questo che posso vedere un’evoluzione nel modo di lavorare, nel modo di creare l’intreccio della trama.
Perché quest’ultimo mi ha colpito moltissimo tanto da sentirmi di consigliarlo a tutti? Perché, fondamentalmente, è un horror psicologico davvero intelligente in cui nulla è lasciato al caso. Quindi, se siete coloro che considerano Horror un gioco dalla super grafica e iper splatter e sullo “voglio shottà gli zombieeess!!!1” chiudete l’articolo o andate a giocare a Dead Rising o simili; se invece apprezzate le sottigliezze, le indagini, le inquietudini senza spargimenti di sangue eccessivi, prego , continuate a leggere.
Partendo da passando per il mostro che infesta la casa di Paranoiac, arriviamo a questo Crooked man, questo inquietante uomo piegato che insegue il protagonista ovunque egli vada e sembra non avere intenzione di lasciarlo alla sua vita.
Il Crooked Man sarà l’unico mostro da affrontare durante tutta la durata del gioco. Ho apprezzato il fatto che, pur essendo il gioco di origine giapponese, non si tratta del classico fantasma di donna giapponese ormai stra abusato ma si presenta comunque in maniera molto inquietante :un uomo con il collo spezzato e piegato in una maniera innaturale, gli occhi completamente neri e un sorriso sanguinario.



Il protagonista, David, è un uomo che verrebbe considerato dalla società di oggi un vero e proprio fallito: a 26 anni non è riuscito a realizzare nulla nella vita, la donna che ama l’ha lasciato e la madre è gravemente malata tanto da non riconoscerlo più. All'inizio del gioco si trasferisce in un nuovo appartamento, vicino all'amico di sempre Paul, per cercare di riprendere le redini della sua vita. Tuttavia strani avvenimenti lo porteranno a indagare sul precedente inquilino della casa trascinandolo in luoghi abbandonati, ma di un abbandono oltremodo angoscioso. Nel suo viaggio incontrerà diversi personaggi a cui dovrà dare una mano e, naturalmente, sarà perseguitato dall'uomo con il collo piegato.
Come tutti gli Indie RPG Maker usciti recentemente e come tutti quelli di Uri, il gioco presenta diversi finali che però non si concentrano tutti alla fine de “l’ultimo livello” bensì si dipanano attraverso tutto il gioco, facendo una scelta sbagliata infatti sbloccheremo un finale negativo che ci impedirà di proseguire nella storia, dovremmo quindi ricaricare e selezionare un’altra opzione.

L’originalità sta nel fatto che non si tratta di scelte fantasiose, di scelte che difficilmente ci troveremmo a fare nella realtà come decidere se uccidere qualcuno o meno, ma bensì di scelte di dialogo che chiunque di noi può trovarsi o si è trovato ad affrontare e non sempre, anzi quasi mai, la scelta che ci pare più logica e positiva è quella giusta.

Il gioco, a mio parere, richiama moltissimo Silent Hill 2 ( uno dei miei giochi preferiti in assoluto) a partire dall'elemento più evidente, infatti i protagonisti dei due giochi sono vestiti praticamente uguali. A riportarmi alla mente il titolo per la PlayStation 2 è anche l’estremo abbandono e desolazione degli ambienti, quei piccoli elementi inquietanti come filastrocche, scritte con il sangue, cadavere di animali che si trovano in ambienti impossibili. Ma, soprattutto, i dialoghi fra i personaggi, i diari che si trovano sparsi per le ambientazioni, che scavano dentro la mente di ognuno di loro e che mostrano che forse la vera indagine non è tanto su chi fosse il misterioso inquilino o il Crooked Man, ma su chi sia veramente David.
Dietro questo videogioco, inoltre, ci sono diversi insegnamenti, forse primo tra tutti quello di accettare noi stessi in tutti i nostri difetti capendo che a questi corrispondono altrettanti pregi.

Ultimo ma non ultimo elemento positivo è sicuramente la OST , ovvero la colonna sonora del gioco, forse non complessa ma sicuramente adatta e davvero molto piacevole ( la sto risentendo proprio ora tra l’altro)
In poche parole consiglio a tutti di scaricarlo, a maggior ragione che il gioco è gratuito, si trova facilmente e non da nessun problema di grafica o di lag.

Ora voglio scrivere qualche mia opinione generale sul finale, quindi se non avete ancora giocato e non volete spolverarvi interrompete qui la lettura.






Personalmente ho apprezzato molto il finale, perché è quasi inaspettato. Durante il gioco, specialmente nei punti finali all'ospedale, ho sospettato che il Crooked Man non fosse che David stesso, forse già morto, e costretto in un limbo ad affrontare i propri demoni, primo tra tutti se stesso. Scoprire che si trattava di un altro uomo, Duke, che aveva scelto la via del suicido e capendo di aver sbagliato cerca di aiutare David, in cui rivede se stesso mi ha colpita.
Mi rimangono dei dubbi su gli altri tre personaggi misteriosi : Sissy, D e Fluffy. Partendo da presupposto che non sono persone reali, in quando nella parte in cui interpretiamo Paul li vediamo dissolversi secondo me ci sono due opzioni :

-        Quella che preferisco : tutti e loro tre sono proiezioni “fisiche” dei difetti e dei problemi che David pensa essere irrisolvibili e che lo stanno portando al suicidio. Solo vedendoli fuori da se e aiutandoli capisce che a tutto c’è una soluzione e che questa non è la morte.
-        Sono morti già tutti e tre e, come Duke, vogliono aiutare David a capire quale sia la scelta migliore. Questo spiegherebbe perché il Crooked Man li uccide in tutti i finali negativi : loro hanno fallito esattamente come lui.



Concludo qui, se volete, potete scrivermi il vostro parere sul gioco o su questi piccoli misteri lasciati dal finale.





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sabato 18 gennaio 2014

Il Forco Marino presenta .. Creepshow!

Ed eccomi qua, su The sleeping seal .. ammetto che ero piuttosto spiazzato dal primo approccio, soprattutto in virtù della mia cronica incapacità d'iniziare in un modo non prolisso il mio post. Grazie a dio, ci ha pensato la nostra Foca a rompere il ghiaccio, quindi .. possiamo decisamente saltare le presentazioni, no? ;D .. Quale miglior occasione, quindi, d'iniziare subito con una scontatissima e banale recensione? Nessuna, giusto! :D Quindi, cominciamo, ecco a voi:



CREEPSHOW 



Creepshow ... lo premetto, adoro questo genere di film. Non-sense a livelli eccezionali, putridume e costumi in cartapesta e vinavil, sangue a profusione ... la trama è solo un orpello: quello che realmente conta (e che salta subito all'occhio) è l'essenza grottesca, l'atmosfera gore, quel woha! di sopresa e terrore a fior di labbra, nascosto dietro ogni angolo e pronto ad esplodere senza il minimo preavviso (fidatevi, succede fin troppo spesso), e pazienza se in tutto cio' fa vistosamente sfoggio di sé la cerniera lampo dell'improbabile mostro di turno .. anche quello contribuisce alla sua atmosfera senza tempo xD! 
Sì perche tutto, in Creepshow, è artigianale: dalle semplicissime (ma geniali) sceneggiature di ognuno dei cinque brevi episodi, presentati da un raccapricciante e scheletrico uncle Creepy alias zio Tibia e scritti da quel simpatico guascone di Stephen King (che fa la sua comparsa anche in un cameo durante il secondo racconto, La morte solitaria di Jordy Verrill), agli effetti speciali di Tom Savini, realizzati in economia, certo, ma appunto per questo affascinanti e geniali in alcune loro trovate (come non citare Nathan Grantham ne La festa del papà? :D), passando infine per una regia che, pur non essendo ai livelli di quel masterpiece de La notte dei morti viventi o Zombi, vede un John Romero in grande spolvero, complice anche le splendide musiche dell'aiuto-regista/compositore/effettista (della serie "budget milionari" ;D) John Harrison, sempre bastardamente sul pezzo e capaci, con l'ausilio di sole sette note e di una manciata di strumenti, di creare le atmosfere disturbanti e al limite della coerenza (come neanche le peggiori puntate de Ai confini della realtà) che prolificano durante tutte le due ore di spettacolo (e che raggiungono il climax nell'ultimo, spettacolare quadro, Strisciano su di te!).
Un trittico+1 di tutto rispetto, insomma, cui si aggiungono divertenti animazioni-siparietti da horror comic di metà secolo (chi ha parlato di Tales from the crypt? :D) dalle cui storie, in un tripudio di omaggi e citazioni, ci si è palesemente ispirati, e soprattutto prove recitative spesso sopra le righe, come il già citato Stephen King nel ruolo del villico contadinotto ho-stato-io (ti rubo il termine, Nick xD), o l'inquietante Hal Holbrook su tutti, ma senza tralasciare alcune graditissime sorprese: trovarsi davanti un ancora (pseudo) giovane Leslie Nielsen intento a sforacchiare *attenzione, SPOILER!!* una coppia di non-morti assetati di vendetta a suon di revolverate ha un suo perché! 
Insomma: in costante bilico tra il serio (sì, più o meno xD) ed il faceto, tra uno scanzonato (avoja!) black humor e i cliché horror più beceri, tra arte e vistosissima commercialata, Creepshow si può riassumere in due semplici parole, cult trash, nell'accezione più affettuosa del termine, of course. Non per altro, chi scrive lo ha da tempo immemore (e tra i posti d'onore) nella sua videoteca personale! :D ergo, se non l'avete mai visto, se non conoscete Romero, King o Savini, se rifuggite il sangue e lo splatter come un vampiro la luce del sole, e se siete totalmente digiuni di cinema horror, fate reset di queste 30 righe di recensione e tornatevene alle vostre tristi occupazioni. Per tutti gli altri: non perdetevelo! 
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