Ed eccomi qua, su The sleeping seal .. ammetto che ero piuttosto spiazzato dal primo approccio, soprattutto in virtù della mia cronica incapacità d'iniziare in un modo non prolisso il mio post. Grazie a dio, ci ha pensato la nostra Foca a rompere il ghiaccio, quindi .. possiamo decisamente saltare le presentazioni, no? ;D .. Quale miglior occasione, quindi, d'iniziare subito con una scontatissima e banale recensione? Nessuna, giusto! :D Quindi, cominciamo, ecco a voi:
CREEPSHOW
Creepshow ... lo premetto, adoro questo genere di film. Non-sense a livelli eccezionali, putridume e costumi in cartapesta e vinavil, sangue a profusione ... la trama è solo un orpello: quello che realmente conta (e che salta subito all'occhio) è l'essenza grottesca, l'atmosfera gore, quel woha! di sopresa e terrore a fior di labbra, nascosto dietro ogni angolo e pronto ad esplodere senza il minimo preavviso (fidatevi, succede fin troppo spesso), e pazienza se in tutto cio' fa vistosamente sfoggio di sé la cerniera lampo dell'improbabile mostro di turno .. anche quello contribuisce alla sua atmosfera senza tempo xD!
Sì perche tutto, in Creepshow, è artigianale: dalle semplicissime (ma geniali) sceneggiature di ognuno dei cinque brevi episodi, presentati da un raccapricciante e scheletrico uncle Creepy alias zio Tibia e scritti da quel simpatico guascone di Stephen King (che fa la sua comparsa anche in un cameo durante il secondo racconto, La morte solitaria di Jordy Verrill), agli effetti speciali di Tom Savini, realizzati in economia, certo, ma appunto per questo affascinanti e geniali in alcune loro trovate (come non citare Nathan Grantham ne La festa del papà? :D), passando infine per una regia che, pur non essendo ai livelli di quel masterpiece de La notte dei morti viventi o Zombi, vede un John Romero in grande spolvero, complice anche le splendide musiche dell'aiuto-regista/compositore/effettista (della serie "budget milionari" ;D) John Harrison, sempre bastardamente sul pezzo e capaci, con l'ausilio di sole sette note e di una manciata di strumenti, di creare le atmosfere disturbanti e al limite della coerenza (come neanche le peggiori puntate de Ai confini della realtà) che prolificano durante tutte le due ore di spettacolo (e che raggiungono il climax nell'ultimo, spettacolare quadro, Strisciano su di te!).
Un trittico+1 di tutto rispetto, insomma, cui si aggiungono divertenti animazioni-siparietti da horror comic di metà secolo (chi ha parlato di Tales from the crypt? :D) dalle cui storie, in un tripudio di omaggi e citazioni, ci si è palesemente ispirati, e soprattutto prove recitative spesso sopra le righe, come il già citato Stephen King nel ruolo del villico contadinotto ho-stato-io (ti rubo il termine, Nick xD), o l'inquietante Hal Holbrook su tutti, ma senza tralasciare alcune graditissime sorprese: trovarsi davanti un ancora (pseudo) giovane Leslie Nielsen intento a sforacchiare *attenzione, SPOILER!!* una coppia di non-morti assetati di vendetta a suon di revolverate ha un suo perché!
Insomma: in costante bilico tra il serio (sì, più o meno xD) ed il faceto, tra uno scanzonato (avoja!) black humor e i cliché horror più beceri, tra arte e vistosissima commercialata, Creepshow si può riassumere in due semplici parole, cult trash, nell'accezione più affettuosa del termine, of course. Non per altro, chi scrive lo ha da tempo immemore (e tra i posti d'onore) nella sua videoteca personale! :D ergo, se non l'avete mai visto, se non conoscete Romero, King o Savini, se rifuggite il sangue e lo splatter come un vampiro la luce del sole, e se siete totalmente digiuni di cinema horror, fate reset di queste 30 righe di recensione e tornatevene alle vostre tristi occupazioni. Per tutti gli altri: non perdetevelo!