domenica 19 gennaio 2014

Homework ♫ [parte I] Be a Phoenix

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Inserito il cd nel computer, indossate le cuffione Philips, inserita la funzione Beats Audio: sono pronta per scrivere il primo, di una lunga serie, dei miei pezzi. Siamo tutti d'accordo sul fatto che questo blog sia uno spazio aperto alle passioni e agli interessi di tutti, ottimo: oggi riporto i miei. Avevo pensato di esporre a tutti la mia modestissima visione del mondo e delle cose aiutata dal titolo delle canzoni dei Daft Punk, un piccolo stimolo "prime" che mi darà il via per scrivere.
Ho scelto di cominciare da Homework per due motivi, il primo è cronologico perché infatti questo è il primo album dei Daft Punk (pubblicato nel lontanissimo 1996 sotto la licenza esclusiva di Virgin France), il secondo è di gusto personale in quanto negli ultimi tempi (dopo lunghe e combattute riflessioni) sono giunta alla conclusione che Homework sia il mio album preferito ♥.
Questo post non si pone come una recensione o simili quindi non mi dilungherò affatto su digressioni storiche e commenti tecnici-stilistici dell'album, non è nel mio interesse e soprattutto è un lavoro fatto e strafatto da gente più competente di me (e meno influenzata dall'emotività che mi lega a questo album).
Non andrò neanche in ordine di track-list perché voglio scegliere solamente i brani che più sento rappresentativi, quindi non aspettatevi logica da questi post, ecco.

PLAY » Phoenix

Ho scelto di cominciare da "Phoenix" proprio perché negli ultimi tempi mi sono sentita tanto Fenice.
Tutti quanti conosciamo la storia di questo uccello magico che muore e rinasce dalle sue stesse ceneri. E' un qualcosa di fenomenale come concetto, una specie di mano santa per gli animi abbattuti o delusi o amareggiati. Un po' come lo è il mio. 
A mio modesto parere diventare Fenici non è affatto semplice perché si tratta di accettare primariamente la sconfitta e solo dopo raccogliere gli insegnamenti, infilarli nel proprio bagaglio esperenziale e ripartire alla volta di un qualcosa di nuovo e (si spera) diverso. 
Per diventare Fenice ho impiegato ben 3 anni di liceo e quasi 5 di università, un percorso abbastanza lungo durante il quale sono state più le volte in cui ho "incassato il colpo" (magari anche in silenzio) che quelle in cui ho colpito duro in faccia il nemico. Lentamente ho lasciato che gli altri mi bruciassero, chi per un motivo chi per un altro, ho permesso loro di fare quello che meglio credevano con me senza mai farmi valere. Mi sono lasciata quasi erodere dagli eventi e dai problemi degli altri, li ho subiti proprio passivamente fin tanto che non ho preso fuoco. Negli ultimi mesi di esperienze ne ho vissute, oh sì. Di quelle belle esperienze che come camion mi hanno investita e per giunta hanno anche omesso il soccorso. E io ho bruciato. Bruciato. Bruciato. 
Ma ora basta, la Fenice è risorta proprio dalle sue ceneri e ancora puzza di quella benzina che il passato le ha gettato addosso impietoso. Ora la Fenice ha imparato a conoscere, a riconoscere e a reagire.
Per sua indole di nuovo prenderà fuoco e di nuovo morirà e ancora risorgerà. Ma non perirà per mano delle stesse persone, degli stessi eventi. E' questo il passo fondamentale per diventare Fenici e cambiare.
E lo dice una persona che degli uccelli ha paura.... sarà un caso? 


 


STOP



- vertigo








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